Ridurre l’ansia: tre regole

Molte persone che soffrono di ansia e panico hanno la tendenza a mettere in atto specifici comportamenti con il tentativo di sedarla, tentativi che in realtà hanno come effetto l’esatto opposto. Se vuoi imparare a gestire meglio la tua ansia, continua a leggere l’articolo perché ti darò tre strategie per interrompere il circolo vizioso che la mantiene e la aggrava. Prima di iniziare ricorda però che l’ansia altro non è altro che la risposta fisiologica all’emozione della paura, una sua naturale evoluzione, che solo quando è mal gestita può diventare patologica.

 

In terapia breve strategica si parla di “tentate soluzioni” per indicare tutti quei comportamenti che, se messi in atto in maniera costante, possono in breve tempo peggiorare il tuo problema e aggravarlo sempre di più. Le persone tendenzialmente ansiose, sono solite mettere in atto i comportamenti descritti di seguito.

 

  • Evitare le situazioni temute

E’ molto comune che le persone tendano ad evitare le situazioni che possono metterle in difficoltà, come esprimere un’opinione su un argomento, prendere i mezzi, stare in mezzo a tanta gente, non esporsi davanti ad un pubblico per paura di fare una figuraccia. Gli esempi potrebbero essere infiniti. Se è vero che evitare permette di schivare l’ansia legata a quella situazione, è altrettanto vero che rende la situazione temuta ancora più temibile con il risultato che la persona si sentirà sempre meno in grado di affrontarla. Ogni evitamento preparerà all’evitamento successivo, innescando un processo disfunzionale.

Il primo step dunque è proprio quello di evitare di evitare ciò che ci spaventa!

 

  • Chiedere aiuto agli altri

Un altro comportamento ricorrente è quello di domandare agli altri un aiuto, come ad esempio fare qualcosa al proprio posto per non affrontare la situazione che si teme. Il problema è che tutte le volte che la persona chiede aiuto e lo riceve, avrà allo stesso tempo due messaggi. Il primo, più evidente, “ti aiuto perché ti voglio bene”, il secondo più sottile ma dannoso, “ti aiuto perché da solo non sei in grado”. Nel tempo questo può diventare una stampella alla quale diventa sempre più difficile rinunciare e che conferma sempre di più il senso di incapacità nell’affrontare la situazione.

Quindi ricorda che ogni volta che chiedi aiuto e lo ottieni, in realtà stai peggiorando il tuo problema.

 

  • Parlare dell’ansia

Un altro tentativo fallimentare che non fa altro che aggravare l’ansia è quello di socializzare con gli altri le proprie paure, col tentativo di sfogarsi o cercare delle soluzioni e/o rassicurazioni. Il punto è che parlare continuamente dei propri problemi e ansie è come mettere un fertilizzante speciale su una pianta: questa crescerà a dismisura, rendendola molto rigogliosa. Se in un primo momento, parlarne darà la sensazione di stare meglio, nel lungo tempo farà solo aumentare le sensazioni negative. Smettere di parlarne può avere degli effetti davvero importanti.

Dunque un altro fondamentale aspetto da ricordare è quello di evitare di socializzare continuamente le tue paure.

 

Questi tre comportamenti, se agiti dalla persona in maniera costante, possono strutturare nel breve periodo un problema anche invalidante. Allo stesso modo, cessando di metterli in atto si può attivare un circolo virtuoso imparando a gestire e non più a subire ciò che ci spaventa.

 

Bibliografia

 

Nardone, G. (2016), La Terapia degli attacchi di panico. Ponte alle Grazie: Milano.

Nardone G. (2000), Oltre i limiti della paura BUR: Milano.

Nardone G. (1993), Paura, panico, fobie, Ponte alle Grazie: Milano.

 

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