Sogni d’oro: alla ricerca del sonno perduto

Morfeo, Dio dei sogni e figlio di Ipnos, viene spesso rappresentato mentre abbraccia il padre; secondo la mitologia greca, munito di grandi ali di farfalla che muoveva silenziosamente, faceva cadere le persone in un sonno profondo grazie ad una cornucopia (o corno dell’abbondanza) ed un papavero.
Quanti vorrebbero avere un Morfeo sul comodino pronto all’occorrenza? Spesso infatti, si resta avvolti fra pensieri o bloccati dal timore di non riuscire a dormire. Il sonno è un bisogno fondamentale per l’uomo, tanto che una lunga privazione può condurre alle allucinazioni fino alla morte. Se non dormiamo a sufficienza a risentirne è il nostro sistema nervoso, i nostri sistemi immunitario ed endocrino.
Chi presenta questo problema sa bene che la sonnolenza conduce ad una ridotta performance durante la giornata, sia a livello intellettuale che fisico, dunque pensate a quante opportunità possono sfuggire e quanti rischi si possono correre!
Risolvere il problema dell’insonnia è possibile e senza l’uso dei sonniferi, adottando alcuni accorgimenti e degli stratagemmi specifici.
Adottare delle buone abitudini, come seguire una certa regolarità delle ore in cui ci si corica e ci si risveglia, può aiutare, ma a volte, queste “regole” del buon sonno possono diventare una vera e propria ossessione e dunque ostacolare la risoluzione del problema.
In generale, possiamo suddividere gli insonni tra coloro che:
– non riescono ad addormentarsi;
– si addormentano ma si risvegliano ripetutamente;
– si addormentano ma si svegliano molto presto la mattina;
– riposano ma non sono mai sufficientemente ristorati.
Alle varie tipologie di insonnia, si associa poi una tentata soluzione fra le seguenti: lo sforzo di addormentarsi, di rilassarsi e lo stare a letto senza riuscire a dormire. Tutte questi tentativi si dimostrano spesso fallimentari infatti, come diceva Dumas “il sonno è una divinità capricciosa e proprio quando lo si invoca, si fa aspettare”.
Nella maggioranza dei casi, l’incapacità di dormire, è dovuta al rimuginare, allo stress, al pensiero ossessivo, ma una attenta analisi del problema e delle modalità di reazione del soggetto possono indicare una breve via d’uscita senza l’utilizzo di farmaci.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *